Cerca nel blog

mercoledì 5 maggio 2010

Arona nei favolosi anni Sessanta

Chiudo gli occhi e ancora riesco a vederli: giganteschi tulipani gialli e rossi, alternati, a bordare le aiuole dei giardini del lungolago. Corolle grosse, carnose, che istigano la mano a coglierle. Ma resisto. Un cartello dice che è vietato cogliere i fiori e, incredibile, la gente lo rispetta. Mi accontento di sfiorarli e resto sdraiata sull'erba a guardarli in controluce: rosso e giallo. Forse il grado di civiltà si misura dai fiori. Mia madre mi chiama, mi prende per mano e blocca un grande girotondo. " Questa bambina non ha amici, fatela giocare con voi" dice spezzando la catena di mani per inserire le mie. Mi vergogno ma i bambini mi inglobano e gioco felice. Rialzo, Ce l'hai, Nascondino: i Giardinetti sono il Paradiso. Ci sono anche gli uccelli colorati e un pappagallo che ripete il suo nome "Loreeeto" ogni volta che lo chiami. Nessun pensiero, preoccupazione: solo gioco puro, il continuo movimento, non senti nemmeno la fame. Che perdita di tempo sedersi a tavola!
Abito in Via Gramsci al n.16, dal balcone vedo bene il lago perchè ancora non hanno costruito i palazzi che poi lo nasconderanno e di fronte c'è l'Osteria della Speranza, con i campi da bocce, che verrà sostituito dall'orribile Antares della Salina, senza grazia.
Abituata al Pò, il Lago è una meraviglia, ha il colore del mare e mi sento in vacanza.
In occasione della Fiera montano il palco, proprio sulla sabbia dello spazio destinato ai giochi dei bambini, smontano le altalene, ritirano le altre giostrine. Ma non è incredibile che Caterina Caselli, con il suo caschetto, stivali e abito bianco e nero stia cantando "Nessuno mi può giudicare"? Certo la vedo da lontano, non ho il biglietto e non sono seduta, ma la voce corre nell'aria, libera.

1 commento: