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lunedì 21 giugno 2010

il motorino

Mio padre citofona e mi chiede di scendere.
La sua voce ha un tono strano, un timbro euforico che mi fa scendere le scale di corsa .
Vicino al garage mio padre se ne sta seduto su un motorino, verde scarabeo, Peugeot.
Mi dice che l'ha comprato per sè ma gli leggo in faccia la bugia.
Un momento: io ho appena fatto 12 anni, ce ne vogliono 14 per poter andare in motorino....
"Posso provarlo? Devo andare a scuola a ritirare un foglio".
Il mio entusiasmo gli fanno di dire di sì.
Mi consegna il motorino acceso e mi dice:"Vai!".
Ma che razza di incosciente, papà! Io non ho mai guidato prima!
Non so come ma arrivo alla scuola media.
Problema: non mi hai detto come si spegne, nè come si riaccende!
Ora che faccio? Lo tiro su, sul cavalletto, lo lascio acceso fuori dalla scuola, entro ed esco con il mio documento.
Imparo in fretta e niente mi ferma più una volta assaporata la libertà.
Il vento tra i capelli è una sensazione bellissima.
Mi sento così potente mentre deciso la strada da prendere, la scorciatoria da seguire.
Giro senza meta nell'estate che è esplosa tutt'intorno, nei campi pieni di margherite, nei boschi odorosi di terra fresca.
Vado e vado, mi arrampico per paesi mai sentiti.
Perdo la strada e la ritrovo.
Sono sempre sola in questo mio girovagare.
So che suona ridicolo, ma è come se il mio sogno si fosse avverato.
Sono un pellerossa in sella al suo cavallo che corre nella prateria, il vento tra i capelli e lo spirito libero e indomito. Troppi Tex nella mia infanzia!

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